"Il ruolo ed il futuro dell’industria farmaceutica Americana in Italia", Discorso dell’Ambasciatore David Thorne

Feb 07, 2013 819

Roma, 5 febbraio 2013
Ambasciata Americana

Buongiorno a tutti!

Ė un vero piacere per me darvi il benvenuto presso la sede dell'Ambasciata Americana, in occasione della conferenza sul ruolo ed il futuro dell'industria farmaceutica Americana in Italia.

Ringrazio tutti gli illustri ospiti presenti qui oggi che hanno accettato il mio invito, nonostante la febbrile attività della campagna elettorale. Un periodo segnato da importanti sfide economiche rappresenta anche un'opportunità per guardare positivamente all'attuale situazione con una rinnovata prospettiva, nonché per sviluppare nuove strategie per un futuro economico più solido e stabile.

Come molti di voi già sapranno, io sono un convinto sostenitore del potenziale derivante dalle tecnologie emergenti e dalle industrie innovative come motore per la crescita economica, come è accaduto negli Stati Uniti. Durante il mio periodo in Italia, sono stato promotore dell'economia digitale con l'obiettivo di poter sfruttare al meglio l'ingegno e la creatività degli italiani e soprattutto dei giovani. Inoltre, ho sostenuto l'industria farmaceutica basata sulla ricerca, vale a dire il settore farmaceutico e delle biotecnologie incentrato sull'innovazione, come ulteriore motore di crescita economica e di maggiore cooperazione economica tra Italia e Stati Uniti.

Ci troviamo ora nel momento giusto per concentrare la nostra attenzione su questo importante argomento. A mio avviso, l'industria farmaceutica italiana, di cui gli investitori americani formano una parte sostanziale, al momento ha scarse opportunità di aumentare la sua capacità innovativa e la competitività internazionale, e quindi di creare nuovi posti di lavoro nei settori dello sviluppo e della ricerca, nella produzione avanzata, e nei servizi ad alta tecnologia. Le sfide e le opportunità relative a questo settore dell'industria sono state spesso oggetto di frequenti dibattiti. Tuttavia, ritengo che attualmente dobbiamo avere la mente aperta ed impegnarci a fondo con una certa urgenza per sviluppare soluzioni creative, al fine di collocare rapidamente l'industria farmaceutica italiana nel contesto delle nuove sfide presenti e future in ambito sanitario ed industriale, sia a livello globale che nazionale.

Il principio di pensare in modo globale ed agire a livello locale è quanto mai pertinente ed attuale. Gli investitori nel settore farmaceutico basato sulla ricerca giocano un ruolo fondamentale, e ritengo che si trovino in un eccellente posizione per collaborare con il governo italiano e contribuire ad un sistema sanitario ed un industria più solidi ed economicamente efficaci.

Detto ciò, gli investitori stranieri in campo farmaceutico in Italia devono fronteggiare numerose e complesse sfide a livello nazionale ed internazionale, sfide che vengono condivise anche dagli alti funzionari nel settore, legislatori, pianificatori e comunità industriali. Ė naturale dunque che noi affrontiamo tali problematiche e cerchiamo di risolverle insieme al fine di garantire un futuro economico migliore.

Dobbiamo essere consapevoli e preparati ad affrontare alcune tendenze ormai inesorabili. In futuro, la domanda per un servizio sanitario migliore aumenterà in conseguenza dell'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle malattie croniche. Inevitabilmente, le spese sanitarie aumenteranno ed il contenimento dei costi sarà essenziale, cosa che a sua volta determinerà una riduzione nei costi ed introiti delle aziende farmaceutiche. Allo stesso tempo, un'industria farmaceutica di per sé già complessa ed altamente tecnologica si impegnerà a fondo per sviluppare un nuovo modello economico per poter stare al passo con i costi e le curve innovative.

Sarà necessario prendere importanti decisioni in merito a come collocare la ricerca e lo sviluppo, gli impianti di produzione ed i livelli dell'occupazione.

Il lungo e stabile periodo caratterizzato dai farmaci blockbuster si sta esaurendo man mano che i brevetti scadono, cosa che da una parte può consentire di risparmiare poiché i prezzi calano, ma dall'altra potrebbe anche portare ad una riduzione della capacità di produzione di farmaci chimici.

Congiuntamente, le aziende farmaceutiche stanno facendo scommesse da miliardi di dollari sui farmaci biotecnologici, che miglioreranno la qualità della vita ed apriranno nuove opportunità di impiego. Come attento osservatore delle nuove tendenze altamente tecnologiche, ritengo degno di nota il fatto che il costo medio di produzione di nuovi farmaci sia aumentato da 800 milioni di dollari nel 2001 a 1,3 miliardi di dollari di oggi. Il rischio di fallimento diventa sempre maggiore ed i profitti sugli investimenti sempre più a lungo termine. Infine, le minori risorse disponibili vengono indirizzate verso i mercati dei paesi emergenti quali la Cina, l'India e il Brasile. I dirigenti delle multinazionali devono affrontare una pressione sempre maggiore da parte degli azionisti per far sviluppare i loro affari nei mercati a rapida crescita e tagliare invece nei mercati ormai maturi.

Questi sono solo alcuni dei fattori che influenzano le decisioni degli investitori stranieri oggi ed in un prevedibile futuro. Ė in corso una trasformazione globale, durante la quale ci saranno vincitori e perdenti. Questo è lo sfondo della nostra discussione odierna. Gli Stati Uniti, insieme ai paesi leader in Europea, inclusi paesi a rapido sviluppo come la Turchia, si stanno strategicamente preparando ad un futuro economico che dipenderà dalla crescita dell'industria del Life Science. Tali paesi investono dunque nella ricerca, migliorano l'innovazione, la difesa della proprietà intellettuale ed i contesti favorevoli agli investimenti, intensificando le relazioni professionali tra governi, mondo accademico, associazioni di pazienti e settore privato.

Spero sinceramente che anche in Italia si possano stabilire un dialogo costruttivo ed una solida collaborazione tra la sfera istituzionale ed il mondo dell'industria. Le nostre aziende farmaceutiche statunitensi sono pronte a contribuire allo sviluppo di un piano d'azione strategico; per tali aziende, l'Italia è stata e continua ad essere uno dei migliori mercati al mondo, dove i loro prodotti hanno avuto grande successo sul mercato, creando innovazione a costi contenuti e migliorando la qualità della vita di molte persone. In cambio esse necessitano di un sistema sanitario più razionale e di un contesto economico più solido, basati su un sistema politico stabile e longevo, sulla protezione della proprietà intellettuale e su normative trasparenti ed efficaci.

Con un fatturato superiore a 5 miliardi di euro ed un export pari a 1,3 miliardi di euro, le aziende farmaceutiche statunitensi rappresentano un valore importante per l'Italia. Noi ci impegneremo per mantenere, e se possibile incrementare, tale presenza.

Ė in questo spirito che ho voluto organizzare la conferenza odierna.

Sono molto grato al Ministro Balduzzi, al Sottosegretario De Vincenti e al Direttore Generale dell'AIFA, Dott. Pani, per il loro profuso impegno in questi temi, e siamo ansiosi di ascoltare i loro commenti al riguardo.

In questo stesso spirito di apertura ed amicizia, ho voluto invitare alcuni rappresentanti del parlamento, del Consiglio dei Ministri e del mondo dell'industria, affinché ci espongano le loro vedute sul modo migliore per procedere. Sono certo che, lavorando insieme, avremo l'opportunità di portare la nostra collaborazione in questo importante settore ad un livello ben più alto.

Grazie a tutti.

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