La Decima Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, un Trionfo del Tricolore

Dec 16, 2014 637

di Tiziana Triolo

Si è svolta il 6 dicembre presso l'Auditorium del Consolato Generale d'Italia a Houston, in Texas, la Decima Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, organizzata dal Comitato degli Italiani all'Estero (Comites) della circoscrizione consolare di Houston, che comprende gli Stati dell'Arkansas, Louisiana, Oklahoma e Texas, in collaborazione con il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (CTIM) e con il patrocinio del Consolato Generale d'Italia a Houston e l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Quest'anno il comitato organizzatore (Orazio Chiarenza, Tiziana Ciacciofera, Luca Cicalese, Andrea Duchini, Francesco Fusco, Paolo Papi, Gustavo Priotto, Cristiana Rastellini, Giulio Taglialatela, Manuela Tentoni e Fabio Triolo), composto da professionisti, medici e ricercatori che operano attivamente da anni nella comunità italiana locale, ha magistralmente organizzato una manifestazione di cui andare orgogliosi. Encomiabile la cura dei dettagli di tutti gli aspetti logistici della conferenza, svolta da Manuela Tentoni, responsabile della banca dati dei ricercatori Italiani presenti nella circoscrizione consolare di Houston, e puntuali i collegamenti con l'estero coordinati come ogni anno dall'ingegnere dell'IBM Paolo Papi.


La manifestazione ha celebrato un anniversario importante che ha visto la partecipazione di personalità di spicco nei campi della Medicina, Scienze Biomediche, Fisica, Ingegneria, Aerospazio, Geologia, Energia e degli Studi Umanistici, le cui attività sono collegate all'Italia.


Ha aperto i lavori Andrea Duchini, direttore della conferenza, ripercorrendo i primi 10 anni della conferenza. È stata poi la volta del collegamento con il primo cittadino di Palermo Leoluca Orlando, che da Palazzo delle Aquile si è congratulato con i partecipanti e ha annunciato la proclamazione del 6 dicembre 2014 "Giornata dei Ricercatori Italiani nel Mondo"a Palermo, allineandosi con quanto fatto dal sindaco Annise Parker a Houston. Momento davvero molto emozionante perchè mai prima d'ora una istituzione italiana ed una americana avevano dato in sinergia un tale riconoscimento al lavoro svolto dai ricercatori italiani nel mondo.


È seguito l'intervento, sempre da Palermo, dell'architetto Ludovico Gippetto, il quale ha presentato il lavoro svolto dalla Fondazione Wanted nella realizzazione di interventi in Italia e all'estero finalizzati al recupero di opere d'arte trafugate nel nostro territorio. Il presidente del Comites, Vincenzo Arcobelli, a margine della presentazione, ha auspicato l'organizzazione futura di una conferenza dedicata al tema, proposta accolta con entusiasmo sia dal sindaco di Palermo, sia dal relatore.


"È stata una celebrazione che ha confermato il legame sempre più forte tra Palermo e Houston, un modello che vorremmo replicare anche con città di altre regioni italiane", ha osservato il biologo palermitano Fabio Triolo che si occupa di medicina rigenerativa all'UTHealth di Houston e che ha moderato la sessione della conferenza con il sindaco Orlando, insieme a Tiziana Ciacciofera, direttrice del Centro di Cultura Italiano di Houston, anche lei palermitana.


Di spicco le letture magistrali del cardiologo torinese e pioniere dell'angioplastica coronarica Paolo Angelini e dell'archeologo scrittore Valerio Massimo Manfredi, che ha anche premiato i vincitori del premio letterario per le migliori composizioni degli studenti delle scuole medie superiori e inferiori del distretto scolastico indipendente di Houston, sponsorizzato come ogni anno dal COM.IT.ES e coordinato da Marina Mocci, responsabile dell'Ufficio Culturale del Consolato Generale d'Italia a Houston.


L'ingegnere Andrea Alù, l'Harry Potter italiano noto per i suoi studi sull'invisibilità, ha fatto sognare la platea dimostrando come concetti appartenenti alla fantascienza nell'immaginario collettivo, possano diventare reali: "abbiamo dimostrato che con sottili metasuperfici è possibile far scomparire oggetti dalla visibilità radar e realizzare antenne radio-trasparenti che possano migliorare le telecomunicazioni. Recentemente abbiamo proposto un modo innovativo di rompere la simmetria con cui le onde si propagano tra due punti usando un metamateriale che cambia nel tempo, superando una limitazione significativa nel mondo delle comunicazioni".


Come ogni anno la presenza dei giovani ricercatori è stata elevatissima e garantita dal brillante esperto in nanomedicina Ennio Tasciotti, il quale ha affermato: "Posso testimoniare con grande piacere l'incredibile salto di qualità della conferenza annuale dei ricercatori Italiani nel mondo al quale ho assistito nel corso del tempo. La riflessione ovvia ma assolutamente non polemica va alla precaria situazione della ricerca in Italia che potrebbe e dovrebbe meglio usufruire della genialità, creatività e preparazione dei tanti professionisti Italiani emigrati all'estero per esigenze lavorative. A noi che abbiamo imparato dal modello americano le regole e i benefici della meritocrazia, del "fair play" e della leggittimità, spetta il compito di trasferire queste nozioni oltreoceano. Con il supporto del governo italiano, dell'ambasciata di Washington e dei vari consolati sparsi nel territorio questo auspicio potrebbe facilmente diventare una realtà. Nel corso della giornata ne ho parlato con gli altri partecipanti e siamo tutti d'accordo. Ora aspettiamo che arrivi un cenno dall'Italia".


Per l'anestesista toscano Davide Cattano, invece, "la conferenza ha trasmesso un ampio e rilevante messaggio di universalità culturale, quest'anno. Dalla mia prima participazione ad oggi, ho notato una crescita suggellata soprattutto da progetti di collaborazione tra ricercatori Italiani presenti negli Stati Uniti e in Italia. Nel nostro paese nativo ci sono eccellenti risorse e ricercatori, ma bisogna potenziare le collaborazioni estere, approfittando anche dei fondi dedicati alle stesse, come quelli stanziati dal Ministero della Salute italiano, o dagli enti europei. Negli USA, il medico e/o ricercatore ha accesso ad un ambiente che professionalmente e clinicamente è incentrato sul successo, attraverso formazione, supporto e gratificazioni personali ed economiche. Le promozioni e lo sviluppo della carriera sono basate sulla meritocrazia. Io, ad esempio, a 40 anni sono già professore associato e candidato alla promozione a professore ordinario. Ho assistito a storie di successo basate sul merito anche in Italia, ma sono poche e spesso legate a casi priviligiati. Ho fiducia che prima o poi, la matrice intellettuale del nostro paese possa finalmente riformare le istituzioni. Credo che dopo 50 anni dall'inizio delle lotte sociali, oggi esista uno stato sociale unico ed ammutolito: è tempo di reclamare la guida alle riforme".


Ricca di contenuti e di ospiti eccellenti è stata la sessione "Nuove frontiere della ricerca" organizzata e coordinata dagli ingegneri Francesco Fusco, Orazio Chiarenza e Gustavo Priotto. La sessione è stata aperta dal missionario laico Rino Martinez, che ha sorpreso e lasciato tutti con gli occhi lucidi mostrando toccanti immagini riprese durante le sue missioni in Congo. Il cantautore palermitano, oltre a raccontare la sua opera missionaria alla comunità locale, ha lasciato al tavolo dei lavori la proposta per la stesura di un protocollo d'intesa mirato alla realizzazione di un centro raccolta dati epidemiologici sulle patologie prevalenti nella foresta congolese, un'opportunità per studiare dati clinici, con particolare riferimento alle patologie prevalenti nei pigmei, ad oggi molto poco accessibili alla comunità scientifica internazionale. "Il mondo si occupa poco dei pigmei, che a causa di mancanza di igiene, di acqua e per patologie molto serie come l'Ebola sono a rischio di estinzione. Con poco si possono ottenere grandi risultati, ma occorre un progetto strutturato", ha spiegato Martinez, "insieme possiamo fare un miracolo bellissimo".


Dall'Africa, la conferenza si è spostata in Asia, collegandosi con il Laboratorio-Osservatorio Internazionale Piramide del CNR, situato a oltre 5000 metri di quota sul versante nepalese del monte Everest. A seguire, gli astronauti Mario Runco e Anna Fisher hanno preceduto l'intervento del primo astronauta italiano ad effettuare una passeggiata spaziale, Luca Parmitano, che ha infiammato la platea, il tutto mentre alle spalle dei presentatori si potevano osservare le immagini in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale. Momento culminante della presenza di Parmitano è stato il racconto della sua seconda attività extraveicolare interrotta da un guasto al circuito di ventilazione che ha causato il versamento di oltre due litri di acqua dentro il casco, costringendolo a tornare alla stazione spaziale senza potere vedere, in una lotta contro il tempo per non annegare nello spazio. L'astronauta ha anche parlato di "Volare, 166 giorni con @astro_luca", il primo libro scritto nello spazio, proprio da lui, il cui ricavato viene interamente devoluto ad Intercultura per finanziare borse di studio per ragazzi che vogliano studiare all'estero come ha fatto lui da giovane.

"È un'esperienza che mi ha cambiato la vita in tutti i sensi", ha raccontato, "una permanenza all'estero effettuata tra i 15 e i 17 anni forma non soltanto dal punto di vista della lingua ma soprattutto della cultura, a 360 gradi. Credo che mi abbia veramente aperto orizzonti che non avrei mai immaginato altrimenti. Ciò che sono oggi lo devo pure a quell'esperienza che è stata determinante anche dal punto di vista familiare, perchè in quell'occasione ho conosciuto mia moglie".


Un altro momento saliente è stata la presentazione dello stato di avanzamento della collaborazione nata tra l'University of Texas Medical Branch di Galveston (UTMB Health) e l'Università di Palermo su un progetto congiunto di alta formazione e ricerca, il Dottorato di Ricerca Internazionale in Biomedicina e Neuroscienze. Iniziativa nata e sviluppata durante le precedenti edizioni della Conferenza e motivo di particolare orgoglio per la stessa. Claudia Marino, dottoranda del primo anno, ci racconta: "il mio interesse per le neuroscienze ha avuto inizio durante la preparazione della mia tesi di laurea. Grazie alla collaborazione tra due istituzioni palermitane, l'Università e l'Istituto di Biofisica del CNR, ho avuto modo di applicare tecniche biofisiche allo studio di possibili meccanismi coinvolti nella malattia di Alzheimer. La passione per le neuroscienze mi ha portato a partecipare al concorso di dottorato di ricerca internazionale. Si tratta di un esame molto competitivo condotto da una commissione internazionale in lingua inglese. I dottorandi selezionati svolgono parte dell'attività di ricerca e formazione presso l'UTMB Health e alla fine del percorso ottengono il titolo italiano di Dottore di Ricerca, e quello americano di Doctor of Philosophy (PhD). L'avere vinto il dottorato di ricerca mi sta permettendo di condurre una parte del mio progetto di ricerca presso il Mitchell Center for Neurodegenerative Diseases a UTMB Health e, grazie alla guida del professore Giulio Taglialatela, sto avendo la possibilità di apprendere nuove tecniche biologiche e di utilizzare strumentazioni e tecniche innovative, aspetti fondamentali per chi, come me, vuole intraprendere la carriera accademica".


Anche lo studente americano David Briley lavora presso il laboratorio di Taglialatela. Interessante anche il suo racconto: "Ho saputo del programma quando ho conosciuto due studenti di Palermo che sono venuti a svolgere attività di ricerca presso la nostra istituzione, e mi è piaciuta molto l'idea di studiare in Italia. Alla prima opportunità resasi disponibile, ho fatto domanda e sono onorato di essere stato selezionato. I miei studi sono incentrati sul morbo di Alzheimer e i relativi meccanismi protettivi naturali, quali la crescita innata di cellule staminali neurali. Speriamo che lo studio di pazienti che non abbiano manifestato un declino cognitivo ci consentirà di comprendere meglio i meccanismi coinvolti nell'Alzheimer e nel futuro, di proteggere la gente da questa malattia. Essendo cresciuto in Germania e Inghilterra, reputo un'opportunità incredibile potere ottenere un dottorato europeo. Avere la possibilità di studiare in Italia, un Paese per me nuovo, e sapere che ciò mi aiuterà a trovare un lavoro in Europa, non potrebbe rendermi più felice!".


Molto suggestive le immagini mostrate da Brando Ballerini, presidente della Drillmec Inc. del gruppo Trevi, sul salvataggio della Concordia, un'operazione mastodontica portata a termine da un partenariato di società internazionali americane ed italiane, tra cui il gruppo Trevi, che utilizzando le più sofisticate tecnologie ed un progetto innovativo, ha permesso di portare a termine l'impresa in modo soddisfacente in poco più di due anni, con un costo complessivo di ca. 1,5 miliardi di dollari. Grazie all'elevata professionalità dei tecnici e delle maestranze impegnate nell'opera di recupero, l'operazione è stata portata a termine con pieno successo restituendo il fondale intatto all'isola del Giglio, senza danni e incidenti di sorta.


Al salvataggio della Concordia è seguito il collegamento da Philadelphia con Antonio Giordano, fondatore dello Sbarro Institute, e con Giulio Busulini da Washington, Attachè Scientifico dell'Ambasciata Italiana.


Soddisfatta anche Elena Sgarbi, Console Generale d'Italia a Houston: "Il grande successo del pubblico – che ha seguito numerosissimo e con passione i lavori, durati oltre dieci ore – dimostra non solo l'interesse suscitato dai temi trattati e dalle personalità intervenute alla conferenza, ma anche l'efficacia della formula adottata, pensata come un open day per avvicinare tutti, e non solo gli addetti ai lavori, al mondo scientifico. È poi motivo di grande soddisfazione il fatto che l'enorme contributo dei ricercatori italiani nei più diversi settori, sia stato riconosciuto dalle Autorità texane, il cui apprezzamento è stato manifestato sia dal Governatore del Texas, sia dal Sindaco di Houston, la quale ha proclamato il 6 dicembre 2014 Giorno dei Ricercatori Italiani nel Mondo".

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