Montclair State University/ Gli “indipendenti” italoamericani

Dec 06, 2012 976

La rappresentazione degli italoamericani da parte dei media contemporanei offre spesso delle immagini negative e corre il rischio di confermare sempre stereotipi già noti. Una possibile soluzione è cercare di sradicare queste idee prestando attenzione al cinema indipendente che tende a controbilanciare le immagini proposte dal cinema di grande consumo, presentando invece una prospettiva diversa su concetti come la famiglia, la casa, il ruolo della donna e i percorsi professionali.
Di tutto questo si è parlato l'8 novembre alla Montclair State University, NJ, con due registe indipendenti italoamericane, Nancy Savoca e Marylou Tibaldo-Bongiorno, che hanno raccontato con vari aneddoti divertenti le loro esperienze di persone cresciute in famiglie italoamericane di New York e del New Jersey. Grazie alla presenza dei loro mariti Rich Guay e Jerome Bongiorno, con cui collaborano regolarmente, la serata si è incentrata anche su cosa vuol dire essere una coppia nella vita e sul set.
Una delle figure più importanti tra i registi indipendenti americani, Savoca ha diretto film come "True Love" (1989), che l'Entertainment Weekly considera uno dei migliori 50 film indipendenti, "Household Saints" (1991) e il recente "Union Square". Savoca ha spiegato che i suoi film si allontanano dai cliché, ma la sua non è una scelta cosciente: quando gira un film, cerca soprattutto di rimanere fedele alle storie e alle figure umane. Marylou Tibaldo-Bongiorno Jerome Bongiorno hanno diretto sia film ("Little Kings", 2003) che documentari come "New Work: Newark in 3D" (2012) e "Mother Tongue" (1999), quest'ultimo nominato per un Emmy nel 2000.
Alla MSU hanno parlato del loro rapporto personale e professionale con Newark, la città dove vivono. Nel corso della serata i quattro ospiti hanno spiegato con passione e delicatezza al numeroso pubblico presente quanto sia complicato diventare registi quando si proviene da una famiglia italoamericana (o di immigrati) e quanta determinazione e fiducia in se stessi siano necessarie per continuare a lavorare nel loro settore malgrado le limitate possibilità finanziarie: un grosso incoraggiamento per gli studenti che muovono i primi passi in questo campo. Organizzato dall'Inserra Chair in Italian & Italian American Studies in collaborazione con il Coccia Institute for the Italian Experience in America e con gli Amici della Cultura Italiana Club, l'incontro con questi registi e produttori indipendenti ha illustrato le varie tappe del loro percorso creativo durante un'agile scambio moderato dalle Prof.sse Teresa Fiore e Roberta Friedman.
Attraverso la visione di vari spezzoni i registi hanno spiegato come lavorano sottilmente sul rapporto tradizione innovazione. In una sequenza di "Union Square", Savoca crea un efficace contrasto tra due sorelle provenienti da una famiglia italo-americana del Bronx. Jenny che si vergogna delle sue radici italoamericane e perciò le nasconde al fidanzato con cui condivide una vita molto "wasp" a Union Square, cucina tofu con spezie indiane, mentre Lucy che non riesce a capire la ragione per cui sua sorella vuole negare una parte della sua identità apre la finestra perché non sopporta l'odore delle spezie. Incentrato sullo stesso tema, uno spezzone del film "Little Kings" dei Bongiorno mostra tre fratelli che cercano di spiegare cosa vuole dire essere italoamericani e lo fanno cercando modelli importanti, chi in Al Capone e chi in Michelangelo... mentre cucinano tutti e tre insieme la salsa di pomodoro nella cucina della mamma.
Questo incontro con i registi, i produttori e gli esperti di cinema e cultura italoamericana ha fornito molti spunti per una discussione ad ampio raggio sia sui registi che sul tema della figura degli italoamericani nel cinema. La Prof.ssa Fiore (Inserra Chair) ha rilevato che "grazie ad una collaborazione tra i programmi di italiano e cinema al campus, studenti di formazione diversa hanno visto incrociarsi interessi comuni in questa occasione. A giudicare dai loro commenti dopo la serata, in futuro sarebbe interessante organizzare un incontro con attori che hanno interpretato figure fortemente stereotipate. E attraverso il Fondo Inserra ci si sta già attivando in questa direzione".
Per ulteriori informazioni su questa e altre iniziative culturali dell'Inserra Chair, si veda: http://www.montclair.edu/inserra

 

fonte: www.americaoggi.info

You may be interested