“L’Iitalia riporti in USA i suoi vini top, perché l’effetto “memoria” sta svanendo, penalizzando anche i vini di basso prezzo. si rischia di perdere l’identità Italiana”

Nov 16, 2012 1634

Il vino italiano in Usa è ancora il più venduto, ma guai a sedersi sugli allori. Lo dicono i numeri del 2012, con una prima metà dell'anno in calo sia in volume che valore (anche se, va sottolineato, su un 2011 da record). E lo dice anche chi il mercato americano per il vino tricolore lo vive da anni ogni giorno. È Lucio Caputo, alla guida dell'Italian Wine & Food Institute, secondo il quale, in parole povere, l'effetto traino dei grandi vini del Belpaese su quelli di fascia più bassa, che sono quelli che vanno per la maggiore, in Usa, sta un po' svanendo.
"Negli ultimi anni, con la crisi, si è fatto di tutto pur di mantenere quote di mercato - spiega a WineNews - puntando anche sui quei vini che si possono vendere a 4-5 dollari. E, grazie all'allure dei grandi vini italiani, si è venduto abbastanza bene anche questi. Ma ora questo effetto "memoria" sta svanendo, perché i consumatori più "vecchi", che hanno fatto la fortuna dell'Italia negli anni passati, sono sempre più vecchi, mentre i giovani oggi spesso non sanno neanche così l'Italia. E così quando in un negozio uno si trova a dover scegliere tra un vino italiano che costa 6,5 dollari, o uno argentino, che ne costa 5,5, spesso scegli Argentina, perché tanto la provenienza non conta troppo e, per quel tipo di consumatore, inizia a non funzionare più l'effetto ricordo dell'"Italia Paese di grandi vini", a prescindere dal prezzo. E il prezzo reale vince". Il problema, secondo Caputo, è che negli States da qualche anno "mancano eventi di promozione focalizzati solo sulle eccellenze, nessuno parla più si grandi vini come Barolo, Brunello, Amarone o Supertuscan.
"Mi sorprende entrare nei negozi e vedere grandi masse anonime di vini italiani che costano poco di più di vini argentini. Temo che si sia scelta una via troppo facile, puntando su vini di basso prezzo. È giunto il momento di riportare i vini italiani al livello che loro compete prima che siano definitivamente confusi nella massa dei vini concorrenti e perdano la loro identità". Anche per questo il 7 dicembre sarà di scena una special edition del "Gala Italia", dedicata solo a vini italiani di grandissimo prestigio, al Pierre Hotel, uno dei luoghi cult di Manhattan.

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