Speciale CGIE/ l'informazione italiana all'estero tra contributi alla stampa e scomparsa di RAI internazionale: la relazione di Siddi

Jun 28, 2013 1338

by Raffaella Aronica

Mattinata dedicata alle relazioni delle Commissioni del Cgie, quella che oggi ha aperto alla Farnesina la seconda giornata di assemblea plenaria. Dopo le Continentali, è stata la volta delle Commissioni tematiche, a cominciare dalla I, quella dedicata all'Informazione.

A presentare la relazione il presidente Franco Siddi, che per la verità ha esordito denunciando la staticità della situazione: "i problemi sono più o meno gli stessi", con qualche aggiornamento sull'editoria italiana all'estero e la presa di coscienza che Rai Internazionale non esiste più e che Rai World non è mai partita. Ma andiamo per gradi.

Stampa quotidiana. Il nuovo regolamento Bonaiuti con il quale sono stati modificati i criteri per l'erogazione dei contributi - più verifiche e più "chiara adesione ai principi di correttezza e di trasparenza" dei bilanci, insieme all'inquadramento dei professionisti dell'informazione - è entrato in vigore, non senza ripercussioni, come dimostrano la chiusura del Corriere Canadese - in questo caso per via dell'assetto societario diviso, anche in materia di bilanci, tra proprietà della testata e società concessionaria - e la periodicizzazione dei quotidiani australiani. Per la verità, ha ammesso Siddi, il Dipartimento per l'editoria della Presidenza del Consiglio aveva dimostrato "molta sensibilità ed apertura" verso le istanze della stampa estera, sollecitando, laddove ve ne fosse l'esigenza, "proposte più concrete", come quella in effetti presentata legata alle "collaborazioni autonome di qualità".

Stampa on line. È in fase di valutazione in che modo inserire la stampa quotidiana telematica all'interno della "grande riforma" dell'editoria prevista dal governo Monti a partire dal 2015, ma questo è un terreno molto "delicato" per il quale bisognerà stabilire criteri chiari come la "certificazione simbolica" degli accessi e degli iscritti al sito on line.

Stampa periodica. Ci sono "piccole notizie positive", ha riferito Siddi, ringraziando i parlamentari che l'anno scorso, con lo stanziamento di 2 milioni di euro, hanno consentito a questo di essere "l'unico capitolo a non aver perso" risorse. Grazie, poi, al "lavoro di pressing", l'erogazione dei contributi per il 2011 è stata accorciata e sarà liquidata entro il mese di luglio, invece che di novembre.

Rai. Qui, invece, "nulla da segnalare", a parte il fatto che "Rai World non è diventata quello che ci avevano detto", ma "è solo una scatola che si occupa della distribuzione del segnale Rai nel mondo", certo "non di contenuti". Per questo la Commissione intende "sollecitare formalmente" un incontro con il direttore generale Gubitosi per "confrontarci con i vertici" e capire "come e se l'azienda di Stato intenda impegnarsi" in favore dell'informazione rivolta a tutti gli italiani, anche quelli all'estero.

Al termine della relazione, spazio al dibattito, anche acceso. E a dar fuoco alla miccia è stato - inutile dirlo - il consigliere Luciano Neri. "Non prendiamoci in giro", ha esordito. "Tutti sappiamo dell'esistenza di giornali che sono delle bufale". Neri ha puntato il dito sul "livello di discrezionalità" con cui vengono espressi pareri favorevoli o contrari da parte dei Comites "in lotta" con i direttori dei giornali, invitando il Cgie ad "esondare dalle proprie responsabilità" e "avviare un incontro stringente" con Presidenza del Consiglio e Ministero degli Esteri "per meglio definire norme e organismi di controllo".

Per Franco Narducci - che l'anno scorso era in Parlamento a difendere "con le unghie e con i denti" quei 2 milioni di euro per la stampa periodica e a "smussare le mistificazioni sulla stampa italiana all'estero" - i pareri sulla stampa tanto dei Comites quanto del Console "sono importanti", ma dovrebbero basarsi sulla documentazione originale. Narducci ha sollevato anche un'altra questione: il regolamento di attuazione per i contributi alla stampa periodica, inserito all'interno del decreto Peluffo per la riforma generale dell'editoria, deve essere approvato con "urgenza", pena il rischio della mancata liquidazione dei contributi per l'anno 2012.

Tema, quest'ultimo, rilanciato da Giangi Cretti, consigliere Cgie e presidente Fusie, Federazione al cui impegno, ha riconosciuto Narducci, si deve peraltro l'aver portato all'attenzione delle istituzioni la questione della stampa on line. Uno strumento tanto "formidabile", ha detto Cretti, quanto "altrettanto formidabilmente pericoloso" se non sarà soggetto a rigide verifiche. Sui contributi per la stampa periodica, Cretti ha chiesto alla Direzione Generale di "accelerare il processo di verifica del regolamento", di modo che questo possa essere approvato "in tempi brevissimi". Se ciò non sarà possibile ha suggerito una "operazione ponte" che garantisca la liquidazione dei contributi attraverso la proroga "per via giuridica" del vecchio regolamento. Ipotesi questa condivisa anche dal direttore generale Cristina Ravaglia. Cretti si è poi schierato contro chi, "generalizzando", associa ai contributi per la stampa italiana all'estero l'idea di mera "assistenza": questo siginifica "svilire" quei periodici che spesso svolgono una "funzione succedanea del servizio pubblico". Certo, ha aggiunto, ci vogliono "rigore e controlli" grazie ai quali il Ministero degli Esteri ha potuto individuare dei "delinquenti" che "millantavano più copie" del numero di lettori presenti sul territorio. Basta controllare e questo compito, ha concluso Cretti, "spetta al Console".

Sulla Rai è intervenuto Fernando Marzo che ha parlato di "mascalzonata" riferendosi al continuo oscuramento di alcune trasmissioni. Un problema difficilmente risolvibile perchè, è stato spiegato, legato alla delicata questione dei diritti televisivi in Europa.

Ha chiuso il dibattito l'on. Marco Fedi, che ha sollecitato una "occasione di confronto e di riflessione più ampia con il Cgie sui temi dell'informazione e della comunicazione".

Fonte: AISE

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