In 2026, We the Italians celebrates “Two Anniversaries, One Heart” – the 250th anniversary of the United States and the 80th anniversary of the Italian Republic. This article is part of the “Happy Birthday USA: Unsung Italian Heroes” project, in which we share how, in every corner of the United States, an Italian has made a positive impact on their local community.
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How an Italian immigrant’s daughter changed the face of Iowa
Long before immigration services became formalized and community advocacy became commonplace, one woman dedicated her life to ensuring that every newcomer in Sioux City, Iowa had the opportunity to belong.
Mary J. Treglia devoted herself to helping immigrants build new lives in Sioux City, Iowa. As director of the Community House, she became one of the Midwest’s most influential advocates for immigrant families, believing that every person—regardless of where they came from—deserved dignity, opportunity, and a place to call home.
Born on October 7, 1897, Mary Joanna Treglia understood the immigrant experience because it was her own family’s story.
Her parents immigrated from Italy during the 1880s in search of the same dream shared by millions of newcomers: a better life in America. When Mary’s father died, leaving her mother to raise her alone to raise a baby. Her mother supported the family by operating a small confectionery store in Sioux City, teaching Mary firsthand the resilience, sacrifice, and determination required to survive as an immigrant family-shaping Mary’s lifelong compassion.
Sioux City was booming. Meatpacking plants, railroads, and industry had attracted thousands of immigrants from Italy. Immigrants from Italy, Poland, Greece, Ireland, Russia, Lithuania, Mexico, and many other nations, creating one of Iowa’s most culturally diverse communities.
Many immigrants arrived with little money, limited education, and no English. Some could neither read nor write. Without language skills or citizenship, families often faced poverty, discrimination, isolation, and limited opportunities. Like many first-generation Americans, Mary understood that story because it was her family’s story.
Mary attended the opening of Sioux City’s new Community House, established to help immigrant families learn English, prepare for citizenship, and successfully adapt to life in America. She first volunteered, quickly became assistant director, and in 1926 was named director.
Under her leadership, the Community House became much more than a social service agency. It became a true neighborhood home where immigrants found education, legal guidance, youth programs, recreation, cultural understanding, and hope.
She founded the Women of All Nations Club, bringing together women from different backgrounds. Her vision was simple; diversity was not something to overcome—it was something to celebrate.
Mary also established clubs for girls. She also worked with young people referred by the juvenile court.
In recognition of her extraordinary service, the Community House was officially renamed the Mary J. Treglia Community House in 1956—an honor rarely bestowed during a person’s lifetime.
Mary’s legacy endured beyond social work.
Mary J. Treglia Community House continues serving Siouxland today with the same mission: welcoming and advocating for people new to our country by providing immigration, family, and educational services.
She knew what it meant to lose a parent, to struggle. She knew the courage it took to begin again in a new country. But perhaps most importantly, she recognized that beneath every language, every tradition, and every nationality was a shared human desire—to be accepted, respected, and given the opportunity to pursue the American Dream.
Mary J. Treglia did not simply serve immigrants-She built community.
And in doing so, she left a legacy that continues to remind us that the strength of Iowa and America has always been found in its ability to welcome, support, and unite people from every corner of the world.
Nel 2026 We the Italians celebra Two Anniversaries One Heart, i 250 anni degli Stati Uniti e gli 80 anni della Reubblica Italiana. Questo articolo fa parte del progetto Happy Birthday USA: The Unsung Italian Heroes, in cui raccontiamo perchè in ogni angolo degli Stati Uniti qualcuno italiano ha lasciato un impatto positivo per il singolo territorio.
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Come la figlia di immigrati italiani cambiò il volto dell’Iowa
Molto prima che i servizi per l’immigrazione fossero organizzati in modo ufficiale e che l’impegno a sostegno delle comunità diventasse una pratica diffusa, una donna dedicò la propria vita ad assicurare a ogni nuovo arrivato a Sioux City, in Iowa, la possibilità di sentirsi parte della comunità.
Mary J. Treglia si dedicò ad aiutare gli immigrati a costruire una nuova vita a Sioux City. In qualità di direttrice della Community House, divenne una delle più influenti sostenitrici delle famiglie immigrate del Midwest, convinta che ogni persona, indipendentemente dalla propria provenienza, meritasse dignità, opportunità e un luogo da chiamare casa.
Nata il 7 ottobre 1897, Mary Joanna Treglia conosceva bene l’esperienza dell’immigrazione, perché era anche la storia della sua famiglia.
I suoi genitori erano emigrati dall’Italia negli anni Ottanta dell’Ottocento, alla ricerca dello stesso sogno condiviso da milioni di nuovi arrivati: una vita migliore in America. Quando il padre di Mary morì, sua madre rimase sola a crescerla, ancora bambina. Per mantenere la famiglia gestì una piccola pasticceria a Sioux City, insegnando direttamente a Mary la forza d’animo, lo spirito di sacrificio e la determinazione necessari a una famiglia immigrata per sopravvivere. Quell’esperienza plasmò la profonda compassione che avrebbe accompagnato Mary per tutta la vita.
Sioux City era in piena espansione. Gli stabilimenti per la lavorazione della carne, le ferrovie e le industrie avevano attirato migliaia di immigrati provenienti dall’Italia, dalla Polonia, dalla Grecia, dall’Irlanda, dalla Russia, dalla Lituania, dal Messico e da molte altre nazioni, dando vita a una delle comunità culturalmente più diverse dell’Iowa.
Molti immigrati arrivavano con poco denaro, un’istruzione limitata e senza conoscere l’inglese. Alcuni non sapevano né leggere né scrivere. Prive di competenze linguistiche e della cittadinanza, le famiglie si trovavano spesso ad affrontare povertà, discriminazione, isolamento e scarse opportunità. Come molti americani di prima generazione, Mary conosceva bene quella realtà, perché era la stessa vissuta dalla sua famiglia.
Mary partecipò all’inaugurazione della nuova Community House di Sioux City, fondata per aiutare le famiglie immigrate a imparare l’inglese, prepararsi a ottenere la cittadinanza e adattarsi con successo alla vita in America. Iniziò come volontaria, divenne rapidamente vicedirettrice e nel 1926 fu nominata direttrice.
Sotto la sua guida, la Community House divenne molto più di un semplice ente di assistenza sociale. Si trasformò in una vera casa per il quartiere, nella quale gli immigrati potevano trovare istruzione, assistenza legale, programmi per i giovani, attività ricreative, comprensione culturale e speranza.
Mary fondò il Women of All Nations Club, che riuniva donne provenienti da contesti differenti. La sua visione era semplice: la diversità non era qualcosa da superare, ma qualcosa da celebrare.
Istituì inoltre associazioni dedicate alle ragazze e lavorò con giovani affidati alla sua assistenza dal tribunale minorile.
In riconoscimento del suo straordinario impegno, nel 1956 la Community House fu ufficialmente ribattezzata Mary J. Treglia Community House: un onore raramente conferito a una persona ancora in vita.
L’eredità di Mary andò ben oltre il lavoro sociale.
Ancora oggi la Mary J. Treglia Community House continua a operare al servizio della regione di Siouxland, portando avanti la stessa missione: accogliere e sostenere le persone appena arrivate nel Paese, offrendo servizi per l’immigrazione, le famiglie e l’istruzione.
Mary sapeva cosa significasse perdere un genitore e affrontare le difficoltà. Conosceva il coraggio necessario per ricominciare in un nuovo Paese. Ma, forse ancora più importante, aveva compreso che dietro ogni lingua, ogni tradizione e ogni nazionalità si nascondeva un desiderio umano comune: essere accettati e rispettati e avere l’opportunità di inseguire il sogno americano.
Mary J. Treglia non si limitò ad aiutare gli immigrati: costruì una comunità.
Così facendo, lasciò un’eredità che continua a ricordarci come la forza dell’Iowa e dell’America sia sempre risieduta nella capacità di accogliere, sostenere e unire persone provenienti da ogni angolo del mondo.