IL TESORO · SAN GENNARO DA NAPOLI A NEW YORK

Un tesoro custodito per secoli. Una storia che attraversa l’oceano.

Per la prima volta, una parte del Tesoro di San Gennaro si prepara a raggiungere New York. Un viaggio che unisce arte, memoria e le generazioni di italiani che hanno portato la propria storia in America.

Calice e patena, XVIII secolo

01 / SUPPORT

Come puoi sostenere il progetto

Scegli la modalità di partecipazione più adatta a te. Le categorie di sostegno riprendono quelle già previste dal progetto.

Mecenati

Da $2.500 · Riconoscimenti e benefici dedicati ai sostenitori individuali.

Scopri i dettagli

Aziende

Da $10.000 · Opportunità di sostegno e visibilità per le imprese.

Scopri i dettagli

03 / THE STORY

La storia e il viaggio

Dal voto della città di Napoli del 1527 fino alla devozione degli emigrati a New York: un patrimonio che attraversa i secoli.

Per molti newyorkesi San Gennaro è una festa. È settembre a Little Italy, è Mulberry Street piena di luci e di persone, è la processione, la musica, il profumo del cibo, i panini con salsiccia e peperoni. È una tradizione familiare, qualcosa che appartiene da sempre al paesaggio della città. Ma dietro quella festa c’è una storia molto più grande. E forse, per molti, ancora sconosciuta.

San Gennaro non è soltanto il patrono di Napoli. Da quasi diciassette secoli è parte della vita emotiva della città. I napoletani gli hanno affidato le proprie paure, le proprie speranze, le malattie, le guerre, le eruzioni del Vesuvio, le tragedie e le rinascite. Gli hanno parlato come si parla a qualcuno di famiglia.

Nel 1527 Napoli era una città stremata. Peste, terremoti, guerra, la minaccia del vulcano. E in quel momento accadde qualcosa di straordinario: la città fece una promessa a San Gennaro. Non soltanto una preghiera, non soltanto un atto di fede. Un vero patto. I rappresentanti della città, davanti a un notaio, promisero che avrebbero costruito una Cappella magnifica in suo onore se il Santo avesse protetto Napoli. Quasi cinquecento anni dopo, quella promessa non è stata dimenticata. È ancora viva.

La Real Cappella del Tesoro di San Gennaro si trova nel Duomo di Napoli, ma storicamente non appartiene alla Chiesa. Appartiene ai napoletani ed è amministrata dalla Deputazione nata per rappresentare la città. Persino per aprire il luogo in cui sono custodite le reliquie del Santo servono due serie di chiavi: una è nelle mani dell’Arcivescovo, l’altra della Deputazione. Nessuno può aprirlo da solo. Forse non esiste immagine più bella per raccontare San Gennaro: la fede e la città, il sacro e il civile, insieme davanti allo stesso Santo.

Da quella promessa è nato anche il Tesoro. Per secoli re, regine, papi, cardinali, nobili, artigiani e cittadini comuni hanno offerto qualcosa a San Gennaro: oro, argento, pietre preziose, gioielli, paramenti, opere d’arte. Ma il vero valore di quegli oggetti non è soltanto quello delle gemme o dei metalli preziosi. Dietro ciascuno c’è una storia umana. Qualcuno ha donato per ringraziare, qualcuno per chiedere protezione, qualcuno perché aveva paura, qualcuno perché aveva sperato, qualcuno semplicemente perché amava. E ogni volta che un dono entrava nella Cappella, smetteva di appartenere a una sola persona e diventava patrimonio di tutti.

Per questo il Tesoro di San Gennaro non è semplicemente una collezione. È una memoria collettiva. È la storia di Napoli raccontata attraverso ciò che generazioni di persone hanno scelto di lasciare dietro di sé.

Museo del Tesoro di San Gennaro
Museo del Tesoro di San Gennaro · Foto: Sergio Siano

Ed è proprio qui che questa storia incontra New York. Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento milioni di italiani lasciarono il proprio Paese per attraversare l’Atlantico. Partivano con valigie piccole. Dentro potevano mettere pochissimo: qualche vestito, una fotografia, una lettera, forse un rosario. Ma portavano con sé molto di più di ciò che una valigia poteva contenere. Portavano la lingua, i sapori, le canzoni, le feste, le preghiere, la memoria dei luoghi che avevano lasciato. E portavano con sé i loro santi.

San Gennaro arrivò a New York così. Non in una cassa da museo. Non protetto da un’assicurazione. Arrivò nella memoria degli uomini e delle donne che lasciavano Napoli senza sapere se l’avrebbero mai più rivista. E qui trovò una nuova casa. A Little Italy il suo nome continuò a essere pronunciato. La processione continuò. La festa continuò. I figli e poi i nipoti degli emigranti continuarono a incontrarsi ogni settembre sotto il nome di San Gennaro.

Generazione dopo generazione, la memoria ha resistito. Ma una parte di quella storia è rimasta dall’altra parte dell’oceano: le opere, gli oggetti, il Tesoro, le testimonianze materiali di quella devozione che gli emigranti avevano portato con sé soltanto nel cuore.

Ed è questo il senso profondo della mostra che vogliamo realizzare. Per la prima volta vogliamo far attraversare l’Atlantico a una parte del Tesoro di San Gennaro. Gli oggetti compiranno, in qualche modo, lo stesso viaggio compiuto più di un secolo fa dagli uomini e dalle donne che portarono il Santo in America. Solo che questa volta il viaggio avverrà nella direzione opposta.

È un viaggio di ritorno.

Non stiamo semplicemente portando una mostra italiana a New York. Stiamo ricongiungendo due parti della stessa storia.

Vorremmo che un ragazzo italo-americano entrasse nella mostra e riconoscesse un nome che ha sentito pronunciare per tutta la vita: San Gennaro. E che poi, davanti agli oggetti, alla storia, alle immagini, comprendesse improvvisamente che dietro quella festa esiste qualcosa di molto più profondo. Che quella storia apparteneva ai suoi bisnonni, forse ai suoi nonni, e quindi, in qualche modo, appartiene anche a lui. Vorremmo che potesse uscire dalla mostra pensando: “Ora so da dove vengo.”

E vorremmo che un newyorkese che conosce San Gennaro soltanto attraverso Mulberry Street scoprisse che dietro una delle feste più popolari della città esiste una storia straordinaria di arte, fede, cittadinanza, solidarietà e memoria.

Questa mostra vuole fare esattamente questo: restituire profondità a una tradizione, restituire una storia a un nome, restituire memoria a una comunità.

Ma per farlo abbiamo bisogno di aiuto. Portare a New York opere di questa importanza significa affrontare trasporti specializzati, assicurazioni, sicurezza, conservazione, allestimento, comunicazione, programmi educativi. Tutto ciò che è necessario affinché un patrimonio custodito per secoli possa attraversare l’oceano in sicurezza e incontrare un nuovo pubblico.

E qui la storia del Tesoro ci insegna qualcosa. Perché il Tesoro esiste grazie a persone che, per secoli, hanno deciso di dare. Ognuna ha lasciato qualcosa: un gioiello, un calice, una pietra preziosa, un oggetto, un gesto. E quel gesto individuale è diventato patrimonio collettivo.

Oggi chiediamo di fare la stessa cosa.

Chi sostiene questa mostra non finanzia semplicemente un evento. Diventa parte di una storia iniziata quasi cinquecento anni fa. Permette a questi oggetti di attraversare l’Atlantico, permette a una comunità di ritrovare una parte della propria memoria, permette a un giovane italo-americano di scoprire che una festa che conosce da sempre contiene la storia della sua famiglia. E permette a Napoli e New York di incontrarsi ancora una volta.

Perché ci sono storie che appartengono a un luogo. E poi ci sono storie che viaggiano insieme alle persone. San Gennaro è una di queste.

Più di un secolo fa furono gli uomini e le donne di Napoli a portarlo a New York. Oggi abbiamo la possibilità di far arrivare qui una parte del patrimonio che lasciarono dall’altra parte dell’oceano.

È come se, dopo più di cento anni, quella memoria tornasse finalmente a raggiungerli.

Ed è questo che chiediamo a New York di rendere possibile.

Non soltanto una mostra. Un ritorno. Un ricongiungimento. Un pezzo di memoria che attraversa l’oceano per tornare nelle mani di chi, senza forse saperlo, ne ha continuato a custodire il nome per generazioni.

06 / PARTICIPATE

Livelli di sostegno e benefici

Benefici per mecenati e aziende

Mecenati

È possibile partecipare anche in memoriam, dedicando il proprio sostegno alla memoria di una persona cara.

$2.500 – MECENATE

  • Dedica personale nel Libro dei Mecenati.
  • 1 catalogo della mostra.
  • 1 VIP Pass per il ricevimento riservato.
  • Medaglia artigianale numerata realizzata dall’artista italiano Dante Mortet.

$5.000 – MECENATE SOSTENITORE

  • Dedica familiare nel Libro dei Mecenati.
  • 2 cataloghi della mostra.
  • 2 VIP Pass per il ricevimento riservato.
  • Medaglia artigianale numerata realizzata dall’artista italiano Dante Mortet.

$10.000 – BENEFATTORE

  • Una pagina dedicata alla storia della propria famiglia nel Libro dei Mecenati.
  • 4 cataloghi personalizzati della mostra.
  • 4 Super VIP Pass per gli eventi su invito.
  • Medaglia artigianale numerata realizzata dall’artista italiano Dante Mortet.
  • Dono natalizio dedicato a San Gennaro: una statuina originale del presepe, realizzata artigianalmente e dedicata al Santo.

$25.000 – BENEFATTORE FONDATORE

  • Due pagine nella sezione speciale del Libro dei Mecenati.
  • 8 cataloghi personalizzati della mostra.
  • 6 Super VIP Pass per gli eventi su invito.
  • Medaglia artigianale numerata realizzata dall’artista italiano Dante Mortet.
  • Dono natalizio dedicato a San Gennaro: una statuina originale del presepe, realizzata artigianalmente e dedicata al Santo.
  • Naples Experience: accesso esclusivo a una delle cerimonie del 2027 che celebrano il Miracolo della Liquefazione del Sangue di San Gennaro; visita privata al Museo del Tesoro di San Gennaro; visita ai luoghi legati alla devozione e alla storia di San Gennaro; pranzo al ristorante Januarius con incontro privato con Francesco Andoli.

Aziende

$10.000 – AZIENDA SOSTENITRICE

  • Nome e marchio dell’azienda negli spazi e nei materiali della mostra in cui è prevista la presenza degli sostenitori.
  • Presenza del nome e del marchio dell’azienda nella pagina web e nei contenuti digitali dedicati ai sostenitori della mostra.
  • Presenza nelle comunicazioni di We the Italians (Newsletter a 80.000 destinatari, 3 milioni di visualizzazioni al mese sui social).
  • 4 copie dei cataloghi ufficiali della mostra, pubblicati in italiano e in inglese.
  • 4 Super VIP Pass per gli appuntamenti riservati della mostra a New York.
  • Dono natalizio legato a San Gennaro: una statuetta da presepe originale e artigianale dedicata al Santo.

$25.000 – AZIENDA SOSTENITRICE PRINCIPALE

  • Riconoscimento dell’azienda come Sostenitrice Principale negli spazi e nei materiali della mostra in cui è prevista la presenza degli sostenitori, con evidenza distinta rispetto al livello da $10.000.
  • Nome e marchio dell’azienda negli spazi e nei materiali della mostra in cui è prevista la presenza degli sostenitori principali.
  • Presenza del nome e del marchio dell’azienda nella pagina web e nei contenuti digitali dedicati ai sostenitori della mostra.
  • Presenza nelle comunicazioni di We the Italians (Newsletter a 80.000 destinatari, 3 milioni di visualizzazioni al mese sui social).
  • Profilo dell’azienda nella documentazione storica della mostra, con breve presentazione concordata.
  • 8 copie personalizzate dei cataloghi ufficiali della mostra, pubblicati in italiano e in inglese.
  • 6 Super VIP Pass per gli appuntamenti riservati della mostra a New York.
  • Un contenuto video dedicato all’azienda su We the Italians, concordato con l’azienda e collegato alla sua partecipazione al progetto.
  • Possibile esclusiva merceologica nel proprio settore, da concordare in base alla compatibilità con il progetto e con le altre adesioni.
  • Diritto di prelazione per l’acquisto di un tavolo al Gala di We the Italians di giugno 2027, con uno sconto del 20%.
  • Priorità di interlocuzione per future opportunità di collaborazione con We the Italians nel corso del 2027.
  • Naples Experience, compreso l’accesso esclusivo a una delle cerimonie del 2027 che celebrano il Miracolo della Liquefazione del Sangue di San Gennaro.
  • Dono natalizio legato a San Gennaro: una statuetta da presepe originale e artigianale dedicata al Santo.

MAIN SPONSOR

  • Tra i benefici è previsto anche un intervento esclusivo dello sponsor nel catalogo ufficiale, accanto agli interventi istituzionali.