I sessant’anni dell’auto-icona. La 500 conquista il MoMa

Jul 05, 2017 890

BY: PIERO BIANCO

La prima volta entrò dalla porta di servizio, accolta negli States da sorrisetti scettici. Quello strano minuscolo giocattolo con fanaloni sproporzionati, inguardabili rostri sui paraurti e un motorino a due cilindri che vibrava come un frullatore, tentava l’improbabile avventura in Usa. Siamo nel dicembre 1957, Fiat ha adeguato alle normative d’oltre oceano la sua utilitaria appena lanciata in Italia battezzandola “500 America”, ma gli americani ridono e la chiamano nice frog, per loro è soltanto un “bel ranocchio”. In quel pianeta di truck, di carrozzerie pinnate e di esagerate limousine, la 500 pare un corpo estraneo. L’esportazione via mare con la motonave Italterra dura appena un paio d’anni. Poche centinaia di unità senza gloria, poi la piccolina made in Turin si ritira sconfitta.  

L’happy end, sessant’anni dopo, ha il sapore dolce di una trionfale rivincita: oggi, come regalo di compleanno, la Fiat 500 entra dalla porta principale nel salotto buono di New York, esposta nella collezione permanente del MoMa come solo i capolavori immortali. Simbolo indelebile dello stile italiano nel mondo e testimone di un’epoca. «La 500 non si è mai limitata a essere un’automobile - osserva Olivier François, capo globale di Fiat - è entrata nell’immaginario collettivo diventando una vera icona. L’acquisizione da parte del MoMa è un tributo al suo valore artistico e culturale». «Ha cambiato per sempre il modo di disegnare e produrre auto in Italia» aggiunge Martino Stierli, Philip Johnson Chief Curator of Architecture and Design del MoMa. Un tributo (postumo) alla leggenda.  

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SOURCE: http://www.lastampa.it/

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