Ci considerano la patria della cultura e del buon vivere

Jul 31, 2013 1619

di Silvia Consoli

Sembra un paradosso: i nostri ragazzi per trovare lavoro spesso devono emigrare all'estero mentre da molte parti del mondo arrivano frotte di giovani che scelgono proprio il nostro paese per studiare e arricchirsi delle molteplici opportunità storico culturali che l'Italia sa offrire.


"Tradizionalmente l'Italia è considerata la culla della cultura mondiale, inoltre ha un patrimonio artistico culturale assolutamente unico", sottolinea il Prof. Richard Hodges presidente di The American University of Rome (AUR). "Ospitiamo studenti che arrivano da oltre 40 paesi nel mondo. La nostra Università oggi conta circa 500 matricole per semestre. Dopo il completamento del corso di laurea di quattro anni la maggior parte dei laureati decide di proseguire gli studi con programmi post laurea oppure entra nel mondo del lavoro. Di questi ultimi l'86% trova occupazione in meno di un anno (dati ACICS, Settembre 2010)".


E scusate se è poco! Il segreto di tanto successo?

"Abbiamo classi composte in media da 16 studenti che vengono assistiti singolarmente,

i docenti, infatti, seguono passo passo i ragazzi durante il loro percorso universitario".

Ma perché tra tante capitali, Parigi, Londra, Berlino, Roma ha tanto successo?

"Per la qualità della vita innanzitutto. E perchè è una città sicura, dove si mangia divinamente e si respira storia, cultura e bellezza, ad ogni angolo di strada. Per capirlo
basta chiedere ai nostri studenti: in tanti anni nessuno mai si è detto insoddisfatto o infelice. Al contrario l'esperienza si radica in loro come un momento indimenticabile, destinato a lasciare il segno. La cosa è talmente vera che molti decidono di restare a lavorare proprio in Italia o ci tornano spesso". E' il caso anche di tanti esponenti del NIAF (National Italian American Foundation) ovvero la più grande fondazione a
livello nazionale che rappresenta oltre 20 milioni di cittadini italoamericani residenti negli Stati Uniti. Non a caso NIAF collabora fattivamente con AUR. "A legarci", spiega ancora il presidente Hodges, "è l'obiettivo comune di creare borse di studio da offrire agli studenti più meritevoli. NIAF, ormai da anni, lavora per mantenere sempre vivi i
propri valori e le proprie tradizioni culturali assicurandosi che non venga dimenticato il grande contributo che gli italiani hanno apportato alla storia ed al progresso degli Stati
Uniti. Anzi, approfitto dell'intervista per ringraziarli pubblicamente".

Tutto perfetto, ci piace e ci rende fieri il fatto che ci sia ancora un forte legame tra gli italo-americani che vivono negli States e che questi si spendano per promuovere la nostra cultura, fino al punto da sponsorizzare e gli studenti più meritevoli perché vengano a studiare a Roma, però un dubbio ci attanaglia. La sede dell'Università sorge in un contesto straordinario, al Gianicolo, ma non rischia di essere avulsa dal contesto socio economico circostante? Una sorta di isola felice lontana dalla realtà?

"Al contrario", interviene la dottoressa Alma Laias, Responsabile delle Relazioni Istituzionali dell'Università, "il nostro intento è proprio quello di intensificare i rapporti con tutte le più importanti istituzioni ed enti locali, quali il Parlamento, Senato e Camera, varie Ambasciate con sede in Italia, Roma Capitale, Regione ecc. Per noi è importante creare opportunità di occupazione post-laurea con programmi appositi
di inserimento e di stage, attraverso collaborazioni, sia nazionali che internazionali".

Spulcia qui e là abbiamo anche scoperto che studiare in Italia, per gli studenti stranieri, è particolarmente conveniente. AUR offre un notevole risparmio, più del
60%, del costo complessivo annuale rispetto alle università operanti negli Stati Uniti. Alias, il diploma di laurea è Americano a tutti gli effetti, riconosciuto nel mondo, però
costa meno della metà.


Geniale. L'Italia ringrazia.

Fonte: Star TV

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