“Si ricomincia, chissà perché, sempre dal suono”. Gru, ruspe, martelli pneumatici, scavatrici: a un certo punto, nel 2014, a cinque anni dal terremoto del 2009, il centro storico dell’Aquila iniziò la ricostruzione. “Sentire il rumore è stata la differenza. Da città storica, deserta e silenziosa, L’Aquila aveva ripreso vita.
Avevamo chiuso una fase, sicuramente la più pesante, e ne cominciavamo una nuova: ci stavamo riappropriando del cuore storico”, spiega Claudia Pajewski, classe ’79, fotografa divisa fra Roma, Milano e L’Aquila, a proposito del suo progetto fotografico fresco di stampa Le mani della città, a cura di Michela Becchis e pubblicato da Drago Publishing.
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