Gran finale tra gli Italiani di Frontiera

May 17, 2013 1287

di Roberto Bonzio

Davvero in Silicon Valley succedono cose speciali. Non è solo questione di business, o meglio le opportunità di business sono conseguenza di una propensione mentale: quella alla disponibiltà alla facilità d'accesso. Così, a conclusione del Tour con i giovani imprenditori del Sud, di ritorno a San Francisco col bus, basta una telefonata per un piacevole fuoriprogramma combinato con pochissimo preavviso.

Una puntata a Novedge per incontrare Franco Folini, vecchio amico di Italiani di Frontiera. E scoprire come la sua piccola azienda di vendita online di software, partita con un manipolo di persone, sia uscita indenne dalla crisi degli anni scorsi, ormai consolidata. Non ci sono solo fallimenti, successi clamorosi o acquisizioni, nel destino delle startup. Novedge non lo è più da un pezzo, trasformata in solida società con nuova sede e un mercato in crescita. Ma ce ne sono voluti di sacrifici, per crederci a lungo e superare momenti difficili, fa capire Franco...

Nell'ultimo giorno a San Francisco, lascio per qualche ora il gruppo per andare a incontrare il console generale Mauro Battocchi. E gettare le basi per un ritorno in autunno di Italiani di Frontiera nella Bay Area!


Con gli altri ci ritroviamo nella sede di Mind the Bridge, a due passi dal Ferry Building, per una full immersion finale tra speaker d'eccezione e vecchi amici di IdF.

Già ingegnere a VMWare, Vittorio Viarengo è uno dei personaggi più "Out of the Box" della Silicon Valley made in Italy. Conquista tutti con il suo stile eccentrico, raccontando quanta passione e follia ci vogliano per lasciare un posto di prestigio in un colosso e rincorrere una nuova sfida, accettando un incarico con stipendio più che dimezzato in un campo nuovo, il marketing, di un'azienda in crescita come MobileIron.
Anche se la passione di Vittorio è il suo sito di ricette Vivalafocaccia...

Altro fuoriprogramma last minute, ci sentiamo al telefono e qualche ora dopo a Mind the Bridge arriva pure Luca Prasso, che come Vittorio sta inseguendo una strada nuova, dopo aver lasciato un colosso della grafica digitale come DreamWorks per una startup promettente dedicata a sviluppare nei bambini la creatività a contatto col mondo reale, Curious Hat incubata da 500Startups.

Gran finale, in serata, con un cocktail che... trabocca di Italiani di Frontiera raccontati in questi anni!


Da Matteo Fabiano a Francesco Sullo alle brave Elena Favilli e Francesca Cavallo di Timbuktu all'effervescente Simone Brunozzi evangelist di Amazon.

"Ma quello non è Federico Faggin?", chiede Antonio Perdichizzi, impagabile compagno (e organizzatore) dell'avventura californiana, presidente dei Giovani Imprenditori di Catania. Che ha visto in tante mie presentazioni il leggendario padre del microchip. Sì è proprio lui. Eccitazione al massimo, il gruppo di compatta per una foto "storica" con il più titolato degli italiani di Silicon Valley. Che forse come nessun altro, con le sue straordinarie riflessioni, sul talento italiano e i meccanismi culturali che penalizzano l'Italia, ha saputo orientare e ispirare il mio progetto.

No, non poteva davvero esserci conclusione migliore. Altra piacevole chiacchierata, con Faggin. La signora Elvia, molto cortese, ha parole molto gentili per la mia di moglie, Pola, biologa e insegnante, incontrata nel nostro soggiorno qui nel 2008. E' l'occasione per presentare ai Faggin un mio amico, il bravissimo Phil Pasquini, grande fotografo italoamericano che ha appena realizzato un'impresa non da poco, con la sua meticolosa ricerca sull'architettura islamica sparsa per gli USA.

Sfogliano il libro con grande interesse, facendo domande a ripetizione. E io penso che qualsiasi altra persona di questa fama, in Italia, avrebbe forse gettato uno sguardo formale e annoiato, mentre loro si sono appassionati. Curiosità e passione sono veri motori. In Silicon Valley e non solo.

Ciao San Francisco. Torneremo presto.

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