Silicon Valley. Più che una località uno "stato mentale"

Apr 26, 2013 1084

Seconda puntata del diario di Roberto Bonzio che ha incontrato, insieme al suo gruppo di giovani impreditori, Marco Marinucci e le startup di Mind the Bridge. Ma anche Gigi Wang, esperta di International Strategic Marketing and Business Development e Matteo Daste, avvocato, consigliere e mentore di tante startup.


Sì ma insomma, con tutti i problemi dell'Italia... e basta con 'sta Silicon Valley! Ah ah quanti ne ho sentiti... e quanti avrebbero cambiato idea, accompagnandoci in questo viaggio...
Per chi non l'avesse capito, la rivoluzione culturale che prima o poi travolgerà l'anacronistico Sistema Italia è iniziata da un pezzo. Sta già cambiando con successo la realtà di centinaia di giovani italiani in patria e all'estero. E Italiani di Frontiera, pedalando Out of the Box, dà il suo piccolo contributo.

San Francisco: come trasformare sogni (idee di impresa) in realtà (un business che funzioni). Dopo la domenica con un sole incredibile in un tour prologo turistico-culturale, con i giovani imprenditori del Sud una full immersion nella sede di Mind The Bridge, l'acceleratore d'impresa a due passi dal Ferry Building.

Mentre il capobanda Antonio Perdichizzi si lancia in una forsennata attività di diffusione nei social media, Marco Marinucci, vecchio amico ritrovato, tra gli ispiratori di Italiani di Frontiera, introduce i lavori con una panoramica su Silicon Valley e Mind the Bridge, che è la sua creatura. Così cresciuta da averlo indotto a lasciare il posto di ingegnere a Google per dedicarcisi a tempo pieno. Charles Versaggi, presidente di Versaggi Biocommunications, entra poi brillantemente nel merito dei modi di pensare che definiscono Silicon Valley.

Nel pomeriggio, prezioso confronto con le startup che a Mind the Bridge stanno coltivando attivamente i propri progetti (tenete d'occhio Find your Italy, che mira a sviluppare piattaforme per far conoscere ed esaltare le potenzialità turistiche e non solo dell'Italia meno battuta dai flussi di ospiti italiani e stranieri). Poi per me un incontro a sorpresa, con un'altra straordinaria amica di IdF. Non mi aspettavo di trovare Gigi Wang esperta di International Strategic Marketing and Business Development di Vlab, MIT/Stanford Venture Lab. Origini taiwanesi, una persona deliziosa, oltre straordinaria professionista, Gigi l'avevo intervistata un paio d'anni fa per il blog Forbes.

E anche lei collabora con Mind the Bridge. Gigi conosce bene l'Italia e l'elenco delle "preziose attitudini" di Silicon Valley sembra riflettere le "pessime abitudini" di cui l'Italia dovrebbe liberarsi: trasparenza, etica, condivisione, confronto, mancanza di invidia, riconoscimento dei meriti altrui...

Silicon Valley è davvero uno "stato mentale". Ma è pure una giungla di norme e procedure in cui districarsi è assai complicato. Nessuno può aiutare a fronteggiarle meglio di Matteo Daste, avvocato, consigliere e mentore di non so quante startup, alcune delle quali di clamoroso successo, che delinea con competenza una panoramica completa.

Sei anni fa, chiamato da uno sconosciuto giornalista adrenalinico con in testa una piano confuso che prevedeva trasferta faidate con famiglia nella Bay Aera a fare non si sa bene cosa, Matteo per mezz'ora al telefono aveva pazientemente dato consigli preziosi. Ma soprattutto, trasmesso grande fiducia e l'idea che si possono davvero inseguire e realizzare le proprie folli idee. Italiani di Frontiera è nato anche grazie a lui. Di questo c'è bisogno. Grandi professionisti ma anche gran brave persone.

di Roberto Bonzio

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