La storia di McDonald’s, la catena di fast food più famosa al mondo, è sempre stata scandita dalle sue contestazioni. Fino al cambio di rotta. Dopo la brutta battuta d’arresto nel 2006 in Europa e anni di studi sui gusti dei consumatori, il colosso mondiale del fast-food si è orientato, infatti, su standard nutrizionali più bilanciati e salutari, ma soprattutto sulla promozione delle eccellenze agroalimentari locali.
Nel nostro Paese oggi l’84% dei fornitori della catena è rappresentato da aziende con sede in Italia. Tra queste, Inalca per la carne bovina, Amadori per il pollo, Bonduelle e SAB per l'insalata, Cupiello per le brioche, Ottolina per il caffè. E dal 2008 ha intrapreso anche una collaborazione con i Consorzi di tutela delle produzioni Dop e Igp. Un percorso che, grazie alla capillarità degli oltre 600 ristoranti, consente di promuovere le eccellenze del nostro territorio verso un pubblico vasto e giovane (1 milione di clienti al giorno).