In 2026, We the Italians celebrates “Two Anniversaries, One Heart” – the 250th anniversary of the United States and the 80th anniversary of the Italian Republic. This article is part of the “Happy Birthday USA: Unsung Italian Heroes” project, in which we share how, in every corner of the United States, an Italian has made a positive impact on their local community.
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Eileen Dondero Foley, a life in service to New Hampshire
Eileen Foley was one of the most influential and enduring public servants in New Hampshire history. Born Helen Dondero in 1918 in Portsmouth, New Hampshire, she was the daughter of Mary Ellen Carey Dondero, who was the city’s first female mayor. At just five years old, Foley famously cut the ribbon at the 1923 opening of the Memorial Bridge connecting Portsmouth to Kittery, Maine - a ceremony she repeated 90 years later at the bridge’s reopening in 2013.
Foley grew up in a working-class Italian American family at a time when immigrant communities were still establishing themselves socially and economically in New England. Her grandparents had immigrated from Italy, and like many Italian-American families of the era, the Donderos placed strong emphasis on faith, family, and civic responsibility. These values would shape Foley’s lifelong commitment to public service.
Foley’s career in government spanned more than four decades and made her a central figure in Portsmouth’s political life. She first entered public service in the 1960s and went on to serve multiple terms as mayor of Portsmouth, holding the office for a total of 16 years over different periods. At a time when relatively few women held executive political roles at the municipal level, Foley became a trailblazer. Her leadership helped redefine what was possible for women in New Hampshire politics, and she became widely respected across party lines for her dedication and steady approach.
During her tenure, Portsmouth experienced significant economic and social change. The city, historically reliant on the Portsmouth Naval Shipyard and maritime industries, faced the broader challenges affecting many New England communities in the late 20th century. Foley played a key role in guiding the city through redevelopment efforts, downtown revitalization, and infrastructure improvements.
Foley was known for her accessibility and hands-on style. Residents frequently described her as approachable and deeply invested in the well-being of the community. She attended countless local events, met regularly with constituents, and maintained strong relationships with business owners, civic leaders, and neighborhood groups. Her ability to connect with people personally strengthened trust in local government during times of transition.
Beyond city hall, Foley was active in numerous civic organizations and charitable causes. Her work reflected the traditional Italian American ethic of service to both family and community. She became a symbol of the contributions Italian immigrants and their descendants made to New Hampshire’s civic life, demonstrating how second-generation Americans were shaping leadership in towns and cities across the state.
In recognition of her service, Foley received numerous honors, and Portsmouth later dedicated public spaces in her name. Even after stepping down from office, she remained an influential voice in local affairs. When she passed away in 2016 at the age of 98, tributes poured in from across New Hampshire, praising her integrity, resilience, and commitment to public service.
Eileen Foley’s legacy endures not only in Portsmouth’s physical landscape but in its civic culture. She exemplified steady, community-centered leadership and stands as one of New Hampshire’s most notable Italian-American political figures.
Nel 2026 We the Italians celebra Two Anniversaries One Heart, i 250 anni degli Stati Uniti e gli 80 anni della Reubblica Italiana. Questo articolo fa parte del progetto Happy Birthday USA: The Unsung Italian Heroes, in cui raccontiamo perchè in ogni angolo degli Stati Uniti qualcuno italiano ha lasciato un impatto positivo per il singolo territorio.
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Eileen Dondero Foley, una vita al servizio del New Hampshire
Eileen Foley è stata una delle figure pubbliche più influenti e longeve nella storia del New Hampshire. Nata Helen Dondero nel 1918 a Portsmouth, era figlia di Mary Ellen Carey Dondero, prima donna sindaco della città. A soli cinque anni tagliò simbolicamente il nastro all’inaugurazione del 1923 del Memorial Bridge, che collega Portsmouth a Kittery, nel Maine – una cerimonia che ripeté novant’anni dopo, nel 2013, in occasione della riapertura del ponte.
Foley crebbe in una famiglia italoamericana della classe operaia, in un’epoca in cui le comunità di immigrati stavano ancora consolidando la propria posizione sociale ed economica nel New England. I suoi nonni erano emigrati dall’Italia e, come molte famiglie italoamericane dell’epoca, i Dondero attribuivano grande importanza alla fede, alla famiglia e al senso di responsabilità civica. Questi valori plasmarono il suo impegno per tutta la vita nel servizio pubblico e orientarono la sua visione politica verso una leadership radicata nella comunità.
La sua carriera nelle istituzioni pubbliche si estese per oltre quattro decenni, rendendola una figura centrale nella vita politica di Portsmouth. Entrò nel servizio pubblico negli anni Sessanta e fu eletta più volte sindaco della città, ricoprendo l’incarico per un totale di 16 anni in periodi differenti. In un’epoca in cui poche donne occupavano ruoli esecutivi a livello municipale, Foley fu una pioniera. La sua leadership contribuì a ridefinire le possibilità per le donne nella politica del New Hampshire, guadagnandole rispetto trasversale per il suo stile equilibrato e la sua dedizione costante.
Durante il suo mandato, Portsmouth attraversò importanti trasformazioni economiche e sociali. Storicamente legata al Portsmouth Naval Shipyard e alle attività marittime, la città dovette affrontare le sfide che interessarono molte comunità del New England nella seconda metà del Novecento. I cambiamenti nella spesa per la difesa e nella struttura industriale richiesero una guida attenta. Foley svolse un ruolo chiave nel promuovere iniziative di riqualificazione urbana, rilancio del centro storico e miglioramento delle infrastrutture. La sua amministrazione lavorò per preservare il carattere storico della città, favorendo al tempo stesso nuove opportunità economiche e contribuendo a trasformare Portsmouth in una vivace destinazione costiera.
Foley era conosciuta per la sua disponibilità e il suo stile diretto. I residenti la descrivevano come una persona accessibile, pragmatica e profondamente impegnata per il benessere della comunità. Partecipava a innumerevoli eventi locali, incontrava regolarmente i cittadini e manteneva solidi rapporti con imprenditori, leader civici e associazioni di quartiere. Questa capacità di dialogo rafforzò la fiducia nella pubblica amministrazione in periodi di cambiamento.
Al di fuori del municipio, Foley fu attiva in numerose organizzazioni civiche e iniziative benefiche. Il suo operato rifletteva l’etica italoamericana del servizio alla famiglia e alla comunità. Divenne un simbolo del contributo che gli immigrati italiani e i loro discendenti hanno dato alla vita civica del New Hampshire. Come americana di seconda generazione, incarnò il percorso di molte famiglie immigrate che, nel giro di pochi decenni, passarono dall’inserimento economico all’assunzione di ruoli di leadership nelle città dello Stato.
In riconoscimento del suo impegno, ricevette numerosi premi e la città di Portsmouth le dedicò spazi pubblici a suo nome. Anche dopo aver lasciato l’incarico, continuò a essere una voce autorevole negli affari locali. Quando morì nel 2016, all’età di 98 anni, da tutto il New Hampshire giunsero tributi che ne celebrarono l’integrità, la resilienza e la dedizione al servizio pubblico.
L’eredità di Eileen Foley vive non solo nel paesaggio urbano di Portsmouth – tra quartieri riqualificati e infrastrutture migliorate – ma anche nella cultura civica della città. Fu un esempio di leadership solida e orientata alla comunità, radicata nelle proprie origini e nel senso di responsabilità. Rimane una delle figure politiche italoamericane più significative nella storia del New Hampshire.