Mentre si lavora ad interventi fondamentali dal punto di vista tecnico e legislativo, è però altrettanto importante investire sulla dimensione culturale e sociale della reputazione dell’Italia. Culturale non significa teorica. Iniziative rivolte a studenti stranieri e italiani (non dimentichiamo il tema dell’autopercezione), a italiani all’estero, ad expat residenti in Italia possono avere impatti importanti – e in buona parte misurabili – a medio e lungo termine.
Con Nation Brand Italia ho iniziato a concepire, ad esempio, una biblioteca del Brand Italia. Un’iniziativa che, con un investimento limitato, creerebbe un patrimonio e un punto di riferimento per istituzioni e imprese italiane, investitori stranieri presenti e futuri, giornalisti, studenti e ricercatori. Un segno che l’Italia prende sul serio, non solo con Mr. Ranking ma a tutti i livelli, gli indici internazionali che ha per molto tempo sottovalutato, come ha detto Torrini di Banca d’Italia.